Eva era ignara non solo di essere la seconda donna e non la prima come le avevano fatto credere, ma anche di essere stata creata per soddisfare le voglie imperative e dominatrici del giovane e voglioso Adamo...e nella sua ingenuità di vergine fringuellina andava per campi a raccogliere mele dai rami più alti degli alberi, lasciando intravedere le linee del suo corpo da una succinta gonnellina fatta di fiorellini di primavera..
Adamo era sempre più attratto da lei ma non lo manifestava, preoccupato da una reazione improvvisa e funesta della inacidita Lilith che intanto partoriva solo morte e disgrazia...
Passata la paura Adamo decise di rilassarsi e di godersi la sua nuova compagna di vita. Facevano l'amore nei prati, dietro le siepi, in riva ai fiumi, nell'acqua, sotto la pioggia, nel fango, sulla sabbia...sempre nella posizione che piaceva a lui. Lei non osava chiedere di meglio, non avrebbe mai desiderato contraddire il suo uomo, per di più le piaceva tanto stare sotto, schiacciata da tutta quella potenza e dalla furia della sua passione...
Ma Adamo cominciava a stancarsi e Eva lo vedeva sempre più pensieroso, all'imbrunire, quando calava il sole...
Tutto era chiaro, limpido, lui di giorno era il padrone, comandava, non riceveva rifiuti...ma di notte...il ricordo di quell'unico rifiuto di Lilith lo tormentava, oramai si era insinuata in lui la sfida, il tarlo della sfiducia, il desiderio di addentrarsi in strade tortuose e oscure della mente e del cuore..
Eva lo osservava e non faceva altro che tutte le volte assecondarlo con caldi sorrisi e accoglienti abbracci, ma dentro di lei sentiva che il suo uomo cercava rifugio la sera in pensieri negativi che lo allontanavano da lei, un male oscuro lo attirava di notte, al comparire della luna..
Un giorno mentre facevano l'amore a Eva venne il coraggio di provare piacere anche in altre posizioni...tremava dal sentimento di piacere misto al terrore che lui potesse stancarsi di lei...non conosceva la storia di Lilith, ne ignorava completamente l'esistenza, ma sentiva, come le donne sanno fare, che se avesse avanzato pretese Adamo l'avrebbe cacciata dal Paradiso. Ma allo stesso tempo viveva in segreto il dramma dell'attesa di quel momento in cui Adamo si sarebbe stancato della sua remissività e obbedienza. Tra mille pensieri la testa offuscata dai dubbi ma con cuore deciso e coraggioso Eva accennò uno spostamento del corpo, l'anca le scivolò sul fianco, le gambe ad incrociarsi, il suo busto si chiuse come un fiore notturno...
Adamo era confuso stupito ma dopo un motto iniziale di rifiuto dettato dalla sua proverbiale indomabilità non potè fare a meno di restare a guardare quella meraviglia di braccia gambe mani sguardi...il corpo di Eva si muoveva in tutto il suo splendore di donna amante e lui la guardava stupito di tanta bellezza...
Da quel momento iniziarono a fare l'amore come non avevano mai osato, a girarsi e rigirarsi come pietre da un pendio, a sperimentare insieme nuove geometrie, a darsi l'amore senza regole e senza sopraffazione.
Eva aveva insegnato ad Adamo il miracolo di riuscire ad accettare tutto da una donna senza aver paura di esserne schiavo, e Adamo aveva insegnato a Eva ad andare oltre se stessa e il ruolo che aveva solo per paura di essere rifiutata. Eva era sole e luna, era delitto e castigo, era pena e cura insieme, era una donna completa..capace anche di stimolare il lato oscuro della mente di Adamo e di accoglierlo nella luce dei suoi angoli di cielo...
Lilith era oramai soltanto un lontano ricordo, quando Adamo si unì ad Eva ancora una volta con tutto il suo amore, proprio mentre Eva, voltata di spalle, si sporgeva lassù in alto per raccogliere quel succoso, invitante, brillante, maledetto frutto del peccato........
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